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IL SITO: PARABOLA DELLA COMPLESSITA’

Il nostro primo sito lo ha fatto un nostro amico  falegname nel 2007. Assistevo e incitavo la sua nuova impresa e insieme cercavamo le foto più suggestive per trasmettere le sensazioni che sentivamo dentro.

Mi ricordo i pomeriggi passati nella sua casa di Nepi fino all’imbrunire, a volte fino a notte inoltrata, tra trucioli e odore di vinavil a studiare manuali e a fare prove.

Dopo due mesi di impegno finalmente lo mettevamo in rete. Molto primitivo ma a parer nostro caldo ed espressivo. Non era prevista alcuna  interattività. Chi ci cercava  poteva solo leggerci, mandarci una e-mal o telefonarci.

Dopo qualche mese Claudio, uno dei nostri primi simpatizzanti, si è proposto di  mettere a disposizione la sua competenza di professore di informatica per rifare il sito in un formato più moderno.

Ci sembrò una grande opportunità: infatti il nuovo sito era provvisto di blog e tante altre belle cose. Tuttavia nonostante fossero state usate le stesse foto del vecchio ci sembrava un po’… freddino.

Pur sentendoci nostalgici e un po’ scemi (perché voleva dire pagare due domini) decidemmo di tenere in piedi anche il vecchio sito. “È una cosa che assolutamente non si fa”, ci diceva lui che si intendeva di comunicazione, ma lo abbiamo fatto ugualmente.

Quindi con ben due siti è iniziata la nostra avventura lieti di essere finalmente visibili.

Ma il tempo, che ci corre dietro e ci consuma, ha fatto sì che ben presto il nuovo sito, quello “efficiente” diventasse “superato”: non era predisposto per i video e comunque necessitava di una manutenzione.

Invecchiava e si andava  man mano “deteriorando” finché qualche mese fa, a seguito di un trasferimento da parte dell’host (una cazzutissima cosa tecnica) a cui non ci siamo prontamente adeguati, il sito più “moderno” si è oscurato.

 

Interpelliamo un professionista di siti; gli diciamo che noi vogliamo… una cosa semplice perché la semplicità è una delle basi della decrescita, ma lui ci risponde che si devono rispettare delle regole.., che il popolo di internet si aspetta un certo tipo linguaggio e che se si vuole comunicare si deve fare in un certo modo e non in altri.

Ma come, dico io, mi batto per essere libero, non omologato, e se voglio portare la mia battaglia sotto gli occhi di tutti devo essere omologato, altrimenti… non mi capiscono! Ci deve essere un errore, forse non ho spiegato bene quello che vogliamo, anzi quello che non vogliamo , quello a cui siamo disposti a rinunciare pur di mantenere la libertà. Niente da fare, mi accorgo che parliamo lingue diverse e se non riusciamo a farci capire da lui che deve tradurre i nostri intendimenti, figuriamoci chi mai ci capirà...

Dobbiamo sembrare un po’ tonti mentre lui, ormai “gasato”, ci fa vedere dei “promo”: con il sito si può fare questo e questo. Ci sono tanti strumenti e quelli che non ci sono è predisposto per averli in modo da soddisfare bisogni futuri che ci verranno in mente più in là.

E poi  ci dice che se facciamo un giro sulla rete vediamo che tutti le altre associazioni magari “nostre concorrenti” usano quel tipo di prodotto!

Sconfitti da un mondo che sembra assolutamente compatto diciamo: vabbè, se non si può fare altrimenti…ma  almeno una grafica un po’ più calda, così ci sembra di entrare in una pizzeria con la luce al neon!

E no, dice lui: questi linguaggi hanno dei formati preimpostati, non si può fare mica come ti pare!

E no, dico io, qui per divulgare la decrescita, devo rinunciare a vivere la decrescita! Io mollo tutto e me ne torno a casa nel bosco dove internet manco arriva.

Alla fine arriviamo ad un compromesso: siamo tornati dal nostro amico falegname di Nepi.

Il sito ora è sempre  quello antico: partitoperladecrescita.it. affiancata da una nuova versione (partitodecrescita.it) riveduta e corretta per stare al passo con i tempi, ma in modo artigianale, perché il nostro amico, grazie al cielo, lo sa fare solo in maniera artigianale: senza usare alcun modello preimpostato.

Ci è costato un po’ di fatica ma abbiamo potuto scegliere di non essere “efficienti”. A noi è parsa una gran cosa.

 

APRILE 2012                      MASSIMO CORBUCCI

 

massimo 28/09/12 13:22


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